I nostri atleti: Jacopo Inverardi

Da una buona carriera giovanile alla riscoperta delle pedane una volta passati i trenta. In mezzo, l’inizio di una carriera come Tecnico e l’impegno instancabile per il proprio club: la parabola nella scherma di Jacopo Inverardi si può riassumere così. Nato nel 1982 e laureato in Scienze Motorie, dal 2002 ha intrapreso la carriera fuori pedana come istruttore di fioretto, arma che ha praticato con buoni risultati a livello giovanile; fino al 2014 in forza presso Schermabrescia, è poi passato al Club Scherma Leonessa ASD dove tuttora mette la propria passione e le proprie competenze al servizio dei giovani e giovanissimi allievi.

Da quest’anno, tuttavia, Jacopo ha deciso di riprendere l’attività agonistica, e lo ha fatto con un primo exploit grazie alla vittoria nella Coppa Italia Regionale di fioretto maschile che si è svolta lo scorso 2/3 aprile a Muggiò, ottenendo così la qualificazione per la fase Nazionale. Carmimari, quale ulteriore stimolo alla sua “seconda vita” schermistica, ha deciso di sponsorizzare Jacopo, che abbiamo incontrato a margine della 3^ Prova GPG di Brescia qualche giorno fa.

Jacopo, come mai hai scelto Carmimari e com’è il tuo rapporto?

Per me Carmimari rappresenta la scherma, lombarda e nazionale. Ho iniziato a fare scherma vestendo Carmimari e da lì ho continuato, Emma poi mi conosce da quando sono bambino, è sempre stata una mia “tifosa”, così come della scherma in generale. Vestire i suoi capi è un grande piacere per me.

Da poco hai deciso di riprendere la scherma agonistica. Come mai?

Sì, dopo anni in cui mi ero dedicato alla vita magistrale dopo che nel 2008 avevo smesso di allenarmi in modo continuativo, e adesso anche con il mio Club, la Leonessa, seguiamo bambini e ragazzi, ho deciso di riprendere più che altro per la grande passione che mi lega alla scherma.

Carmimari è stata una delle componenti principali del tuo rientro…

Emma è stata fondamentale, anche il fatto di aver deciso di sponsorizzarmi è un grande segnale di fiducia, è stata una spinta importante e il progetto è anche quello di far vedere che, nonostante abbia ormai una certa età e vada più verso i Master come anagrafe, la prospettiva è quella di continuare a tirare.

Il rientro è stato il migliore possibile, con la vittoria nella Coppa Italia Regionale

Già l’anno scorso avevo tentato le qualifiche per gli Assoluti con pochissimo allenamento nelle gambe e li avevo mancati per un soffio, quest’anno invece ero già stato a Erba e poi a Muggiò il livello generale era piuttosto elevato, quindi sono molto felice per la vittoria.

Parliamo un attimo del tuo club, la Leonessa. Da quanto esiste?

Due anni, nei quali abbiamo già riscosso molto successo: anche quest’anno avremo un paio di podi regionali, e con due anni soli alle spalle è già tanto. Nel Campionato Italiano a squadre puntiamo alla B1. Siamo specializzati nel fioretto, abbiamo un bel gruppo di ragazzi del vivaio.

Qui al GPG come è andata in questo weekend?

Bene, in questi due giorni abbiamo raccolto due podi e due finali sulle sei armi, per cui siamo riusciti a essere protagonisti più o meno in tutto il programma, ma la cosa che conta di più è vedere la crescita tecnica dei ragazzi, per poterli preparare alla scherma vera, all’allenamento fatto di sacrifici e costanza. In un anno un allievo può cambiare molto, dall’impostazione al lavoro sulla convenzione e altre cose.

Rispetto a quando hai iniziato tu con la scherma, che cosa è cambiato e quanto?

Di sicuro il movimento è cresciuto, anche come numeri. In questo senso quello che secondo me ancora deve migliorare, soprattutto qui in Lombardia, è l’organizzazione intesa anche come vigilanza sui luoghi di gara, cosa che incide anche sulla percezione di chi viene alle gare come pubblico. Un’altra cosa è il modo di tirare, dal 2004 in poi con il grande cambiamento delle “punte” nella scherma: questa è una scherma in cui si predilige non tanto la convenzione quanto il tempo e la chiusura, si spezza la convenzione invece di favorirla.

Quanto invece al modo di avvicinarsi dei ragazzi alla scherma, è cambiato qualcosa?

Il richiamo della scherma oggi, come immagine, è sicuramente più elevato rispetto ad allora. Ci si sta in qualche modo avvicinando alle esigenze del marketing odierno, soprattutto grazie al web e ai suoi canali. La scherma è lo sport più antico, ma è anche il più nuovo: conta l’offerta che si presenta ai ragazzi e alle famiglie, e bisogna cercare sempre di stare al passo con i tempi.

Intervista e fotografia a cura di Mattia Boretti

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