Super De Marchi a Legnano, gli spadisti ucraini vincono a Parigi

 

Bravissima! Altro non si può dire ad Eleonora De Marchi, dopo la bellissima gara di cui la giovane atleta trevigiana è stata protagonista sulle pedane di Legnano fra venerdì e sabato. Impegnata nell’edizione numero 40 del “Trofeo Carroccio”, prova di Coppa del Mondo senior, Eleonora non solo ha brillantemente superato la fase a gironi, ma si è spinta fino agli ottavi di finale nella giornata di sabato, battendo niente meno che Sarra Besbes, numero 2 del Mondo e bronzo Mondiale a Mosca lo scorso luglio! Per lei poi è arrivata la sconfitta contro Giulia Rizzi.

Tabellone principale anche per Federica Santandrea, poi battuta da Nadine Stahlberg, mentre tanto Alice Clerici quanto Roberta Marzani, così come Elisa Segnini Bocchia si sono fermate nella prima giornata di gara.

Nello stesso fine settimana si è disputato a Parigi il prestigios Trofeo Monal, prova di Coppa del Mondo di spada maschile: se la prova individuale ha dato poche sodidsfazioni ai nostri atleti, nella prova a squadre è arrivata la splendida vittoria dei ragazzi dell’Ucraina. Anatoly Herey, Dmitry Karuchenko, Bogdan Nikishin e Maxim Kvhorost – già campioni del Mondo a Mosca – hanno vinto sulle pedane parigine battendo in finale i padroni di casa della Francia per 40-37.

Fotografia Trefiletti/Bizzi 

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Acireale: i nostri Giovani regalano soddisfazioni ai Campionati Italiani

Si è appena concluso ad Acireale il Campionato Italiano Cadetti e Giovani 2016. Un’edizione ancora una volta ricca di soddisfazioni per gli atleti sponsorizzati da Carmimari: a partire dalle quattro medaglie d’oro conquistate da Beatrice Dalla Vecchia (sciabola femminile Cadette), Eleonora De Marchi (spada femminile Cadette), Alessio Preziosi (spada maschile Cadetti) e Valerio Cuomo (spada maschile Giovani).

A queste, vanno aggiunte anche la seconda posizione conquistata da Beatrice Cagnin nella prova Cadette di spada femminile, mentre tanto Alice Clerici quanto Alessio Preziosi hanno chiuso le rispettive gare di spada Giovani al terzo posto. Notevole, in particolare, la prestazione di Preziosi, a medaglia in entrambe le competizioni. Bronzo, infine, anche per Elena Tangherlini, stoppata in semifinale nella gara Giovani di fioretto femminile.

Sempre nel fine settimana, si sono svolte anche le gare di Coppa del Mondo Assoluta di sciabola femminile e maschile. In Cina, a Foshan ha gareggiato Martina Criscio: per lei stop nel tabellone dei 32. A Madrid erano impegnati tanto Luigi Miracco che Riccardo Nuccio, con il primo eliminato nel tabellone dei 32 mentre per Riccardo lo stop è arrivato nella prima giornata di gare.

Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma

I nostri atleti: Roberta Ravasi

 

Atleta, Maestra di scherma, ma anche una laurea in lettere e un grande talento per la musica, dove si divide fra violino e violoncello. Roberta Ravasi, dopo aver già tirato peri colori italiani in un paio di prove di Coppa del Mondo, si prepara a indossare nuovamente l’azzurro per una nuova avventura: i Campionati Europei Master a squadre che si svolgeranno dal 5 all’8 maggio prossimi in Gran Bretagna.

Perchè hai scelto Carmimari come fornitore di materiale?

Innanzitutto per la qualità del materiale stesso: ad esempio la punta della spada Carmimari è stata sempre la migliore al mondo. Non va poi dimenticato un secondo aspetto, ovvero il lato affettivo, perchè la signora Emma è una mia carissima amica.

Quale è il tuo rapporto con lo staff?

Ovviamente non può che essere ottimo! Sono anni che facciamo questa sinergia e la Emma ha anche tirato per noi. Quindi…andiamo avanti insieme!

A breve ci saranno gli Europei Master, che sensazioni provi alla vigilia?

Indubbiamente c’è tanta emozione! Ho già tirato per i colori dell’Italia in qualche prova di Coppa del Mondo una decina di anni fa, anche se non si trattava di vere e proprie convocazioni: io facevo domanda di partecipazione alla Federazione e in base al mio ranking decideva se mandarmi o meno. Invece qui c’è proprio la convocazione ufficiale della Federazione e per questo un po’ di emozione c’è. Sto aspettando le mie divise con scritto “Italia” da tutte le parti…

Nella tua vita però c’è anche la musica, giusto?

Si, mi piace dire che strimpello il violino! Non ho un diploma, lo faccio per passione. Ho cominciato con il pianoforte, poi verso i vent’anni ho deciso di provare con il violino, che è sempre stata un po’ la mia passione. Ci ho provato e sono riuscita ad arrivare a suonare in un’orchestra per quattro/cinque anni, anche se adesso con il lavoro di Maestra di scherma, sono in palestra tutte le sere dalle 16 alle 21 e non riesco più. Inoltre mi diletto anche con il violoncello.

Hai altri interessi oltre alla scherma?

Sono una sportiva, e quindi non sto mai ferma! Mi piace l’apnea, e inoltre sto cercando di fare il diploma per maestro di yoga, che ritengo molto utile anche nella pratica della scherma. 

Intervista a cura di Alessandro Gennari
Fotografia: MW Photobox

 

 

Bourges 2016, quattro gemme d’oro iridato

Un trionfo nel trionfo. Nei Campionati del Mondo Cadetti e Giovani di Bourges, conclusi ieri e che hanno visto l’Italia annettere ben 17 medaglie complessive, quasi doppiando la quota raggiunta a Tashkent dodici mesi fa, gli atleti Carmimari hanno brillato come poche altre volte era successo. Sono infatti sei le medaglie conquistate dai nostri ragazzi, ma ben quattro sono d’oro, una d’argento e una di bronzo. Una spedizione trionfale, dunque. Ripercorriamola nel dettaglio.

Quattro medaglie d’oro, dicevamo. La prima porta la firma di Daniel De Mola nella spada maschile Cadetti, al termine di una finalissima tutta azzurra vinta all’ultima stoccata contro Gianpaolo Buzzacchino. Nella gara successiva è poi Alessandra Bozza a issarsi sul gradino più alto del podio della spada femminile Cadetti, superando in finale l’americana Stewart con un netto 15-6.

Il terzo oro individuale targato Carmimari è un autentico capolavoro e lo realizza Alice Clerici, che iscrive finalmente il proprio nome nell’albo d’oro iridato della spada femminile Under 20. La torinese mette in fila negli ultimi quattro assalti l’amica e compagna di squadra Eleonora De Marchi, la campionessa europea in carica Nadine Stahlberg, la russa Irina Okhotnikova e infine la cinese Yixuan Xiang. L’urlo liberatorio al momento della vittoria e le lacrime sul podio all’Inno di Mameli resteranno due immagini-simbolo di questo Mondiale francese. Il quarto oro iridato arriva dalla prova a squadre di spada maschile dove Valerio Cuomo (in quartetto con Federico Vismara, Gabriele Risicato e Davide Canzoneri) completa nel migliore dei modi un Mondiale ricco di gioie per la spada azzurra.

È sempre Valerio Cuomo a conquistare la medaglia d’argento nella spada maschile Under 20, sfiorando il bis di vittorie individuali di nostri sponsorizzati già ottenuto dalla coppia De Mola-Bozza tra i Cadetti, superato in finale dal russo Georgiy Bruev. La medaglia di bronzo porta invece la firma di Beatrice Cagnin nella spada femminile Cadetti: nella gara che incorona Alessandra Bozza campionessa del Mondo, la veneta inciampa in semifinale contro la Stewart ma riesce comunque a mettersi al collo una meritata medaglia.

Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma

I nostri atleti: Valerio Cuomo

Passione, determinazione, e tanta voglia di emergere: si può riassumere in questi tre concetti il profilo di Valerio Cuomo. Maggiorenne fra poche settimane (è nato a Napoli il 18 aprile 1998), figlio d’arte – papà Sandro è l’attuale Ct della spada azzurra, da atleta è stato oro olimpico a squadre ad Atlanta 1996 e vincitore di tre prove a squadre iridate e di due Coppe del Mondo a livello individuale – Valerio ha conquistato agli ultimi Europei under 20 di Novi Sad la sua prima medaglia di respiro internazionale, un bronzo individuale nella spada Giovani. Attualmente è tesserato per il Club Schermistico Partenopeo ed è seguito dal Maestro Carmine Carpenito. Sarà in pedana anche ai prossimi Mondiali under 20 a Bourges, il prossimo 6 aprile nella prova individuale Giovani e il 9 nella prova a squadre Giovani.

Perché hai scelto Carmimari come tuo materiale?

La scelta di utilizzare Carmimari come materiale schermistico è stata completamente mia. Crescendo e salendo di categoria gli allenamenti si sono fatti sempre più seri. Quando ho provato ad indossare la divisa, non ho avuto dubbi che quella fosse perfetta per esprimere il meglio dell’elasticità ma soprattutto dell’agilità in pedana. Quello è stato il pretesto principale, ma Mauro Barionovi, in accordo con Emma, si è mostrato subito disponibile per offrirmi insieme tutto il resto del materiale. Mi sono dunque vestito completamente Carmimari, in allenamento mi è piaciuto, ed è diventato il mio sponsor.

Com’è il tuo rapporto con Emma e lo staff?

Fin dall’inizio Emma è stata davvero molto disponibile nei miei confronti, cominciando dal soddisfare i miei “capricci” su dove e come attaccare gli stemmi e le scritte sulla divisa. Ogni qual volta mi fosse servito qualcosa di materiale, nei limiti delle sue possibilità, me lo ha fatto procurare in tempo per le gare. Si è creato da subito un bel rapporto, e credo che sia difficile che cambi qualcosa.

Poche settimane fa hai ottenuto la tua prima medaglia di prestigio agli Europei Giovani di Novi Sad. Che emozioni hai provato?

Non ho mai amato perdere, e tuttora cerco ancora di imparare ad accettare la sconfitta. Nella scherma vince uno solo, e mi rimarrà sempre dell’amaro in bocca se non sono io a vincere.. Tuttavia riflettendoci a freddo mi sono accorto che è una bella soddisfazione anche la medaglia di bronzo. Non mi aspettavo di più, anzi, forse le mie aspettative si fermavano poco più in basso, almeno per questa gara. La soddisfazione è stata tanta, in particolare al momento della vittoria dell’assalto per il podio, forse perché l’anno scorso sfiorai la medaglia due volte agli Europei di Maribor e poi ai Mondiali a Tashkent, arrivando due volte 5º. So che non mi sarei perdonato di perdere un ennesima occasione come quella per raggiungere qualche soddisfazione in più, infatti ho dato tutto lì. L’emozione è stata forte non tanto sullo scalino più basso del podio, quanto quella che mi hanno trasmesso i miei compagni di sala e della società al mio rientro in palestra.

In vista dei Mondiali di Bourges che scattano tra pochi giorni che obiettivi hai?

Partirò con la stessa idea degli Europei, carico di voglia di dare il più che posso, e con il fine principale di fare tanta esperienza. Non mi aspetto grandi risultati, per la mia età il Mondiale è il punto più alto che si possa raggiungere, quindi sento di non aver nulla da perdere e tutto da guadagnare. Individualmente spero almeno di non rimanere preda delle emozioni e di rimanere tranquillo in gara, ma credo di essermi allenato anche per questo. A squadre vorrei puntare in alto, la nostra squadra è forte, tra noi ci troviamo bene… Secondo me meritiamo senz’altro una medaglia. È tutto da vedere, il nostro è uno sport particolare, bisogna avere anche quel poco di fortuna per emergere, ma sono positivo e voglio crederci.

Il fatto di essere figlio d’arte ha indirizzato in qualche modo la scelta della scherma o dell’arma? E, a prescindere, qual è l’insegnamento più forte che ti ha trasmesso papà Sandro?

Se devo, voglio ammettere che papà non mi ha proiettato subito verso il mondo della scherma, anzi mi ha fatto avere una visione a 360 gradi del mondo dello sport. In casa nostra lo sport è prioritario, se ha voluto indirizzarmi su qualcosa è stato su questo, ma la scelta era mia… Non per caso ho fatto calcio dai 4 ai 13 anni, e vorrei cogliere l’occasione per ringraziare i miei allenatori Rossano Vettosi e Peppe Mollo: la loro è stata un influenza senz’altro positiva nella mia crescita e formazione sportiva, non dimenticherò mai la mia passione per il calcio, ed è grazie a loro. Con tutto questo sentir parlare di “scherma” nel nostro giro di amici forse era inevitabile che provassi, così sono finito in palestra anche io. Papà era contento, ma non ha voluto farmi neanche sfiorare un fioretto o una sciabola, ho dovuto provare direttamente con la spada. Potrei giurare che la passione non mi colse subito, forse per via del mio carattere, pessimo ma forse non completamente negativo: Non sopportavo perdere. Per un paio d’anni, dai 12 ai 14, ho cercato di conciliare gli allenamenti di calcio con quelli di scherma, ma trovandomi a dover affrontare il liceo, mi è diventato impossibile, e ho dovuto scegliere. Il calcio era la mia passione, potrei dire forse il mio “gioco” preferito, ma per il resto, forse lo “sport” che avrebbe fatto più per me era la scherma.

Qual è l’insegnamento più forte che ti ha trasmesso papà Sandro?

Papà non mi ha mai forzato. Forse se c’è una cosa che lui mi ha sempre voluto trasmettere è la determinazione, in tutto quello che faccio. Infatti anche la vela mi ha appassionato, sono salito in barca con tanta voglia di imparare e adesso faccio l’istruttore di vela d’estate alla Lega Navale di Ventotene. Quando qualcosa mi piace, non c’è niente che possa impedirmi di farla.

Com’è la tua giornata tipo fuori pedana quando non ti alleni?

Non ho mai avuto una “giornata tipo”, diciamo così. Sono sempre stato sportivo per passione dunque se non sono in palestra, è molto probabile che io sia su un campo di calcetto, su una barca, o magari in moto. Mi è sempre piaciuto avere meno programmi possibili e fare quello di cui più ho voglia al momento.

Intervista a cura di Mattia Boretti
Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma

Cadetti e Giovani: a Novi Sad cinque allori Europei

Si sono conclusi mercoledì 9 marzo i Campionati Europei Cadetti e Giovani 2016 a Novi Sad, in Serbia. Delle 20 medaglie complessive vinte dall’Italia – in perfetta parità, 10 per i Cadetti e 10 per i Giovani – cinque sono gli allori conquistati da atleti Carmimari, così suddivisi: una medaglia d’oro, due d’argento e due di bronzo.

La medaglia d’oro è andata alle Cadette di spada femminile, con Alessandra Bozza e Beatrice Cagnin (in quartetto con Federica Isola e Lara Pasin) che hanno confermato lo straordinario rendimento dell’Italia in questa specialità, una prerogativa delle ultime stagioni. Il “baby Dream Team” si è imposto nella finalissima sulla Russia per 45-32, terza la Romania.

Le due medaglie d’argento arrivano dalla spada femminile Giovani con Roberta Marzani, che da numero 1 del ranking Under 20 si conferma ai più alti livelli della specialità cogliendo il terzo argento consecutivo agli Europei – dopo Gerusalemme 2014 e Maribor 2015 – e cedendo in finale solo alla tedesca Nadine Stahlberg, numero 2 in classifica e sua rivale più accreditata anche in ottica Mondiale, che si disputerà a Bourges fra qualche settimana, e con Matteo Resegotti nella prova a squadre di fioretto maschile Cadetti (in quartetto con Tommaso Marini, Pietro Velluti e Filippo Mariotti), dove l’Italia ha raggiunto la finale prima di essere superata dalla Russia per 45-25. Terza la Germania.

Le due medaglie di bronzo sono state conquistate invece da Alessio Preziosi nella spada maschile Cadetti, autore di una prova sorprendente per qualità e maturità dimostrate, superato in semifinale (15-11) dall’israeliano Stanislav Galper, poi medaglia d’oro, e da Valerio Cuomo nella spada maschile Giovani: autore di una stoccata super a inizio giornata contro l’ucraino Makhonin, la sua corsa si è poi fermata in semifinale di fronte al ceco Martin Rubes con il punteggio di 15-12.

Da parte dello Staff i più grandi complimenti ai ragazzi e un altrettanto grande in bocca al lupo per le prossime gare!

Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma

I nostri atleti: Martina Criscio

Foggiana, classe 1994, sciabolatrice. Martina Criscio è fra i prospetti più interessanti della sciabola al femminile. Bronzo iridato a livello Under 20 (2013 Porec), medaglia d’argento nella gara a squadre agli European Games di Baku dello scorso luglio e ora l’impiego pressochè continuativo nelle gare di Coppa del Mondo senior.

A Boston e, più di recente, nella tappa di Gand St Niklaas è stata protagonista di buone prestazioni: in Belgio, ad esempio, ha impegnato fino all’ultima stoccata la campionessa olimpica in carica, la coreana Kim Yijeon, anche se purtroppo l’esito dell’assalto è stato favorevole proprio alla Kim. In Belgio per lei è arrivata anche una prima volta, ovvero l’ingresso nel quartetto protagonista della prova a squadre (in sostituzione di Ilaria Bianco), chiusa al quarto posto e dalla quale è arrivato il via libera per le Olimpiadi di Rio.

Perchè hai scelto Carmimari come tuo fornitore di materiale?

Ho scelto Carmimari perché ritengo che il materiale sia di buona qualità e mi piace molto anche la vestibilità in quanto vengono fatte su misura quindi non ti capiterà di ritrovarti con una divisa troppo stretta o troppo larga.

Quale è il tuo rapporto con lo staff?

Con lo staff mi trovo benissimo, Emma è una carissima persona e mi è piaciuta fin dal momento in cui abbiamo definito il nostro rapporto, che è di fiducia oltre che professionale. E questa è una cosa che ho apprezzato molto, perché ti permette anche di dare pareri e consigli sul materiale per migliorarlo. Inoltre capisce le esigenze che abbiamo e non è mai restia nel fornirci tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

Quali sono i tuoi obiettivi a breve e a lungo termine?

I miei obiettivi per il prossimo futuro sono quelli di chiunque altro pratichi sport a certi livelli, ovvero quei  Cinque Cerchi che tutti bramiamo. Per adesso, però, continuo la mia stagione lavorando sodo e cercando di fare sempre meglio, con l’obiettivo di crescere attraverso le esperienze e le indicazioni che ti forniscono le gare. Quanto al finale di questa stagione… beh spero sia solo l’inizio di qualcosa di molto più grande e bello!

Cosa fa Martina Criscio quando non tira di scherma?

Al di fuori del mio mondo sportivo non sono molto differente da altri adolescenti: quando ho un periodo in cui posso “mollare” un po’,  mi piace godermi la vita, stare in giro fino a tardi in buona compagnia, il buon cibo e fare lunghe passeggiate con il mio piccolo amico a 4 zampe. Amo stare all’aria aperta e godermi la natura, il verde, l’aria fresca, ma soprattutto mi piace andare al mare. Adoro il mare! Dopotutto quando passi intere giornate chiusa in un palazzetto a gareggiare, tutto ciò che c’è fuori riesci ad apprezzarlo meglio.
Intervista a cura di Alessandro Gennari
Fotografia Luc Gevaert/Fie