I nostri atleti: Graziano Magro

Appassionato di sport – in una fase precedente della sua vita ha praticato nuoto e corsa, oggi si diletta anche nell’handbike – ma soprattutto campione nella scherma paralimpica, dove è stato quattro volte campione Regionale di spada categoria A, Graziano Magro è soprattutto un ambasciatore e si direbbe quasi un missionario della diffusione della scherma in carrozzina, e più in generale dello sport paralimpico in unione, e non in opposizione, a quello per normodotati. Atleta del Circolo della Spada M.o Marcello Lodetti di Milano, Graziano affianca alla propria attività come schermidore una serie di altri progetti didattici, rivolti soprattutto ai più giovani. Ce lo racconta lui stesso in quest’intervista, che come di consueto nei nostri profili dedicati agli atleti sponsorizzati Carmimari vuole far conoscere gli atleti “dietro la maschera”.
 
Perché hai scelto Carmimari come tuo sponsor tecnico?
 
Nel mio percorso schermistico ho utilizzato il materiale di più produttori ma ho da subito apprezzato i prodotti Carmimari per la loro qualità e adattabilità alle esigenze di ogni schermidore.
 
Com’è il tuo rapporto con Emma e lo staff?
 
Ho avuto modo di parlare per la prima volta con Emma nel corso di una manifestazione per la promozione dello sport paralimpico, una realtà verso la quale Carmimari ha sempre mostrato attenzione, e mi è piaciuto molto il suo modo di intendere la scherma con una visione a tutto tondo dello sport, che non si limita alla semplice fornitura di materiale tecnico ma che vuol essere un vero e proprio punto di riferimento per la vita sportiva degli atleti in tutti i suoi aspetti, dentro e fuori i luoghi di gara. Lo Staff, poi, è sempre presente e disponibile a risolvere tutti i problemi che possono nascere in occasione delle competizioni e, a tal proposito, approfitto per ringraziarli dell’aiuto che mi hanno dato anche in occasioni recenti.
 
Ci racconti un po’ della tua carriera?
 
Nella mia vita ho praticato diverse tipologie di sport e ho incontrato la scherma non più giovanissimo rimanendone affascinato, ho continuato a praticarla e nel corso degli anni ho partecipato a più edizioni dei Campionati Italiani Assoluti e ho vinto per quattro volte i Campionati Regionali di spada paralimpica di categoria A. Come ogni atleta spero di riuscire a migliorare le mie prestazioni ma, soprattutto, voglio continuare a dare il mio contributo alla crescita del mondo della scherma in carrozzina.
 
Qual è secondo te la caratteristica migliore della scherma paralimpica?
 
A mio avviso la sua caratteristica migliore sta tutta in un solo concetto: per tecnica, tempi schermistici e strategie si può definire praticamente identica alla scherma per normodotati.
Una gran bella qualità per uno sport paralimpico.
 
In questi anni hai partecipato a diversi progetti legati alla scherma in carrozzina. Quali sono i tuoi ricordi più significativi?
 
Effettivamente sono impegnato in alcuni progetti del CIP (Comitato Italiano Paralimpico) che si occupa di promuovere lo sport per disabili sul territorio.
E’ finita da poco la bellissima iniziativa delle “Cittadelle dello Sport” allestite nelle piazze di alcune rinomate località turistiche, dove tutti coloro che lo desideravano avevano la possibilità di provare tantissimi sport tra cui la scherma in carrozzina. Attualmente il CIP ripropone la stessa esperienza portandola direttamente  all’interno delle scuole  dove, tra le varie attività proposte, i ragazzi hanno la possibilità di sperimentare anche la scherma confrontandosi prima tra loro e poi con me sedendosi su una carrozzina.
Questo dà loro modo di capire che lo sport è un validissimo strumento di socializzazione e integrazione e che quelli paralimpici non sono delle versioni facilitate per disabili, come a volte ancora qualcuno pensa, ma costituiscono delle valide alternative di allenamento anche per atleti normodotati. I miei ricordi più significativi stanno proprio nei sorrisi e negli sguardi interessati di tutti ragazzi che potevano toccare con mano per la prima volta questa realtà.
 
Per concludere, una descrizione del tuo club, il Circolo della Spada M.o Lodetti?
 
Il Circolo della Spada M.o Marcello Lodetti è una bellissima realtà dove la scherma è presente in tutte le sue sfumature ed è praticata da adulti, bambini, atleti in carrozzina e non vedenti. E’ un luogo in cui tutti salgono in pedana con tutti, indipendentemente dalle diverse condizioni fisiche, con la naturale consapevolezza che ciascuno può ricavare vantaggi, sia tecnici che psicologici, dal confronto con le diverse abilità messe in campo, un valore aggiunto per una sala che mi piace definire completa.
 
Intervista a cura di Mattia Boretti
 
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Super De Marchi a Legnano, gli spadisti ucraini vincono a Parigi

 

Bravissima! Altro non si può dire ad Eleonora De Marchi, dopo la bellissima gara di cui la giovane atleta trevigiana è stata protagonista sulle pedane di Legnano fra venerdì e sabato. Impegnata nell’edizione numero 40 del “Trofeo Carroccio”, prova di Coppa del Mondo senior, Eleonora non solo ha brillantemente superato la fase a gironi, ma si è spinta fino agli ottavi di finale nella giornata di sabato, battendo niente meno che Sarra Besbes, numero 2 del Mondo e bronzo Mondiale a Mosca lo scorso luglio! Per lei poi è arrivata la sconfitta contro Giulia Rizzi.

Tabellone principale anche per Federica Santandrea, poi battuta da Nadine Stahlberg, mentre tanto Alice Clerici quanto Roberta Marzani, così come Elisa Segnini Bocchia si sono fermate nella prima giornata di gara.

Nello stesso fine settimana si è disputato a Parigi il prestigios Trofeo Monal, prova di Coppa del Mondo di spada maschile: se la prova individuale ha dato poche sodidsfazioni ai nostri atleti, nella prova a squadre è arrivata la splendida vittoria dei ragazzi dell’Ucraina. Anatoly Herey, Dmitry Karuchenko, Bogdan Nikishin e Maxim Kvhorost – già campioni del Mondo a Mosca – hanno vinto sulle pedane parigine battendo in finale i padroni di casa della Francia per 40-37.

Fotografia Trefiletti/Bizzi 

Acireale: i nostri Giovani regalano soddisfazioni ai Campionati Italiani

Si è appena concluso ad Acireale il Campionato Italiano Cadetti e Giovani 2016. Un’edizione ancora una volta ricca di soddisfazioni per gli atleti sponsorizzati da Carmimari: a partire dalle quattro medaglie d’oro conquistate da Beatrice Dalla Vecchia (sciabola femminile Cadette), Eleonora De Marchi (spada femminile Cadette), Alessio Preziosi (spada maschile Cadetti) e Valerio Cuomo (spada maschile Giovani).

A queste, vanno aggiunte anche la seconda posizione conquistata da Beatrice Cagnin nella prova Cadette di spada femminile, mentre tanto Alice Clerici quanto Alessio Preziosi hanno chiuso le rispettive gare di spada Giovani al terzo posto. Notevole, in particolare, la prestazione di Preziosi, a medaglia in entrambe le competizioni. Bronzo, infine, anche per Elena Tangherlini, stoppata in semifinale nella gara Giovani di fioretto femminile.

Sempre nel fine settimana, si sono svolte anche le gare di Coppa del Mondo Assoluta di sciabola femminile e maschile. In Cina, a Foshan ha gareggiato Martina Criscio: per lei stop nel tabellone dei 32. A Madrid erano impegnati tanto Luigi Miracco che Riccardo Nuccio, con il primo eliminato nel tabellone dei 32 mentre per Riccardo lo stop è arrivato nella prima giornata di gare.

Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma

I nostri atleti: Jacopo Inverardi

Da una buona carriera giovanile alla riscoperta delle pedane una volta passati i trenta. In mezzo, l’inizio di una carriera come Tecnico e l’impegno instancabile per il proprio club: la parabola nella scherma di Jacopo Inverardi si può riassumere così. Nato nel 1982 e laureato in Scienze Motorie, dal 2002 ha intrapreso la carriera fuori pedana come istruttore di fioretto, arma che ha praticato con buoni risultati a livello giovanile; fino al 2014 in forza presso Schermabrescia, è poi passato al Club Scherma Leonessa ASD dove tuttora mette la propria passione e le proprie competenze al servizio dei giovani e giovanissimi allievi.

Da quest’anno, tuttavia, Jacopo ha deciso di riprendere l’attività agonistica, e lo ha fatto con un primo exploit grazie alla vittoria nella Coppa Italia Regionale di fioretto maschile che si è svolta lo scorso 2/3 aprile a Muggiò, ottenendo così la qualificazione per la fase Nazionale. Carmimari, quale ulteriore stimolo alla sua “seconda vita” schermistica, ha deciso di sponsorizzare Jacopo, che abbiamo incontrato a margine della 3^ Prova GPG di Brescia qualche giorno fa.

Jacopo, come mai hai scelto Carmimari e com’è il tuo rapporto?

Per me Carmimari rappresenta la scherma, lombarda e nazionale. Ho iniziato a fare scherma vestendo Carmimari e da lì ho continuato, Emma poi mi conosce da quando sono bambino, è sempre stata una mia “tifosa”, così come della scherma in generale. Vestire i suoi capi è un grande piacere per me.

Da poco hai deciso di riprendere la scherma agonistica. Come mai?

Sì, dopo anni in cui mi ero dedicato alla vita magistrale dopo che nel 2008 avevo smesso di allenarmi in modo continuativo, e adesso anche con il mio Club, la Leonessa, seguiamo bambini e ragazzi, ho deciso di riprendere più che altro per la grande passione che mi lega alla scherma.

Carmimari è stata una delle componenti principali del tuo rientro…

Emma è stata fondamentale, anche il fatto di aver deciso di sponsorizzarmi è un grande segnale di fiducia, è stata una spinta importante e il progetto è anche quello di far vedere che, nonostante abbia ormai una certa età e vada più verso i Master come anagrafe, la prospettiva è quella di continuare a tirare.

Il rientro è stato il migliore possibile, con la vittoria nella Coppa Italia Regionale

Già l’anno scorso avevo tentato le qualifiche per gli Assoluti con pochissimo allenamento nelle gambe e li avevo mancati per un soffio, quest’anno invece ero già stato a Erba e poi a Muggiò il livello generale era piuttosto elevato, quindi sono molto felice per la vittoria.

Parliamo un attimo del tuo club, la Leonessa. Da quanto esiste?

Due anni, nei quali abbiamo già riscosso molto successo: anche quest’anno avremo un paio di podi regionali, e con due anni soli alle spalle è già tanto. Nel Campionato Italiano a squadre puntiamo alla B1. Siamo specializzati nel fioretto, abbiamo un bel gruppo di ragazzi del vivaio.

Qui al GPG come è andata in questo weekend?

Bene, in questi due giorni abbiamo raccolto due podi e due finali sulle sei armi, per cui siamo riusciti a essere protagonisti più o meno in tutto il programma, ma la cosa che conta di più è vedere la crescita tecnica dei ragazzi, per poterli preparare alla scherma vera, all’allenamento fatto di sacrifici e costanza. In un anno un allievo può cambiare molto, dall’impostazione al lavoro sulla convenzione e altre cose.

Rispetto a quando hai iniziato tu con la scherma, che cosa è cambiato e quanto?

Di sicuro il movimento è cresciuto, anche come numeri. In questo senso quello che secondo me ancora deve migliorare, soprattutto qui in Lombardia, è l’organizzazione intesa anche come vigilanza sui luoghi di gara, cosa che incide anche sulla percezione di chi viene alle gare come pubblico. Un’altra cosa è il modo di tirare, dal 2004 in poi con il grande cambiamento delle “punte” nella scherma: questa è una scherma in cui si predilige non tanto la convenzione quanto il tempo e la chiusura, si spezza la convenzione invece di favorirla.

Quanto invece al modo di avvicinarsi dei ragazzi alla scherma, è cambiato qualcosa?

Il richiamo della scherma oggi, come immagine, è sicuramente più elevato rispetto ad allora. Ci si sta in qualche modo avvicinando alle esigenze del marketing odierno, soprattutto grazie al web e ai suoi canali. La scherma è lo sport più antico, ma è anche il più nuovo: conta l’offerta che si presenta ai ragazzi e alle famiglie, e bisogna cercare sempre di stare al passo con i tempi.

Intervista e fotografia a cura di Mattia Boretti

I nostri atleti: Roberta Ravasi

 

Atleta, Maestra di scherma, ma anche una laurea in lettere e un grande talento per la musica, dove si divide fra violino e violoncello. Roberta Ravasi, dopo aver già tirato peri colori italiani in un paio di prove di Coppa del Mondo, si prepara a indossare nuovamente l’azzurro per una nuova avventura: i Campionati Europei Master a squadre che si svolgeranno dal 5 all’8 maggio prossimi in Gran Bretagna.

Perchè hai scelto Carmimari come fornitore di materiale?

Innanzitutto per la qualità del materiale stesso: ad esempio la punta della spada Carmimari è stata sempre la migliore al mondo. Non va poi dimenticato un secondo aspetto, ovvero il lato affettivo, perchè la signora Emma è una mia carissima amica.

Quale è il tuo rapporto con lo staff?

Ovviamente non può che essere ottimo! Sono anni che facciamo questa sinergia e la Emma ha anche tirato per noi. Quindi…andiamo avanti insieme!

A breve ci saranno gli Europei Master, che sensazioni provi alla vigilia?

Indubbiamente c’è tanta emozione! Ho già tirato per i colori dell’Italia in qualche prova di Coppa del Mondo una decina di anni fa, anche se non si trattava di vere e proprie convocazioni: io facevo domanda di partecipazione alla Federazione e in base al mio ranking decideva se mandarmi o meno. Invece qui c’è proprio la convocazione ufficiale della Federazione e per questo un po’ di emozione c’è. Sto aspettando le mie divise con scritto “Italia” da tutte le parti…

Nella tua vita però c’è anche la musica, giusto?

Si, mi piace dire che strimpello il violino! Non ho un diploma, lo faccio per passione. Ho cominciato con il pianoforte, poi verso i vent’anni ho deciso di provare con il violino, che è sempre stata un po’ la mia passione. Ci ho provato e sono riuscita ad arrivare a suonare in un’orchestra per quattro/cinque anni, anche se adesso con il lavoro di Maestra di scherma, sono in palestra tutte le sere dalle 16 alle 21 e non riesco più. Inoltre mi diletto anche con il violoncello.

Hai altri interessi oltre alla scherma?

Sono una sportiva, e quindi non sto mai ferma! Mi piace l’apnea, e inoltre sto cercando di fare il diploma per maestro di yoga, che ritengo molto utile anche nella pratica della scherma. 

Intervista a cura di Alessandro Gennari
Fotografia: MW Photobox

 

 

Bourges 2016, quattro gemme d’oro iridato

Un trionfo nel trionfo. Nei Campionati del Mondo Cadetti e Giovani di Bourges, conclusi ieri e che hanno visto l’Italia annettere ben 17 medaglie complessive, quasi doppiando la quota raggiunta a Tashkent dodici mesi fa, gli atleti Carmimari hanno brillato come poche altre volte era successo. Sono infatti sei le medaglie conquistate dai nostri ragazzi, ma ben quattro sono d’oro, una d’argento e una di bronzo. Una spedizione trionfale, dunque. Ripercorriamola nel dettaglio.

Quattro medaglie d’oro, dicevamo. La prima porta la firma di Daniel De Mola nella spada maschile Cadetti, al termine di una finalissima tutta azzurra vinta all’ultima stoccata contro Gianpaolo Buzzacchino. Nella gara successiva è poi Alessandra Bozza a issarsi sul gradino più alto del podio della spada femminile Cadetti, superando in finale l’americana Stewart con un netto 15-6.

Il terzo oro individuale targato Carmimari è un autentico capolavoro e lo realizza Alice Clerici, che iscrive finalmente il proprio nome nell’albo d’oro iridato della spada femminile Under 20. La torinese mette in fila negli ultimi quattro assalti l’amica e compagna di squadra Eleonora De Marchi, la campionessa europea in carica Nadine Stahlberg, la russa Irina Okhotnikova e infine la cinese Yixuan Xiang. L’urlo liberatorio al momento della vittoria e le lacrime sul podio all’Inno di Mameli resteranno due immagini-simbolo di questo Mondiale francese. Il quarto oro iridato arriva dalla prova a squadre di spada maschile dove Valerio Cuomo (in quartetto con Federico Vismara, Gabriele Risicato e Davide Canzoneri) completa nel migliore dei modi un Mondiale ricco di gioie per la spada azzurra.

È sempre Valerio Cuomo a conquistare la medaglia d’argento nella spada maschile Under 20, sfiorando il bis di vittorie individuali di nostri sponsorizzati già ottenuto dalla coppia De Mola-Bozza tra i Cadetti, superato in finale dal russo Georgiy Bruev. La medaglia di bronzo porta invece la firma di Beatrice Cagnin nella spada femminile Cadetti: nella gara che incorona Alessandra Bozza campionessa del Mondo, la veneta inciampa in semifinale contro la Stewart ma riesce comunque a mettersi al collo una meritata medaglia.

Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma

I nostri atleti: Valerio Cuomo

Passione, determinazione, e tanta voglia di emergere: si può riassumere in questi tre concetti il profilo di Valerio Cuomo. Maggiorenne fra poche settimane (è nato a Napoli il 18 aprile 1998), figlio d’arte – papà Sandro è l’attuale Ct della spada azzurra, da atleta è stato oro olimpico a squadre ad Atlanta 1996 e vincitore di tre prove a squadre iridate e di due Coppe del Mondo a livello individuale – Valerio ha conquistato agli ultimi Europei under 20 di Novi Sad la sua prima medaglia di respiro internazionale, un bronzo individuale nella spada Giovani. Attualmente è tesserato per il Club Schermistico Partenopeo ed è seguito dal Maestro Carmine Carpenito. Sarà in pedana anche ai prossimi Mondiali under 20 a Bourges, il prossimo 6 aprile nella prova individuale Giovani e il 9 nella prova a squadre Giovani.

Perché hai scelto Carmimari come tuo materiale?

La scelta di utilizzare Carmimari come materiale schermistico è stata completamente mia. Crescendo e salendo di categoria gli allenamenti si sono fatti sempre più seri. Quando ho provato ad indossare la divisa, non ho avuto dubbi che quella fosse perfetta per esprimere il meglio dell’elasticità ma soprattutto dell’agilità in pedana. Quello è stato il pretesto principale, ma Mauro Barionovi, in accordo con Emma, si è mostrato subito disponibile per offrirmi insieme tutto il resto del materiale. Mi sono dunque vestito completamente Carmimari, in allenamento mi è piaciuto, ed è diventato il mio sponsor.

Com’è il tuo rapporto con Emma e lo staff?

Fin dall’inizio Emma è stata davvero molto disponibile nei miei confronti, cominciando dal soddisfare i miei “capricci” su dove e come attaccare gli stemmi e le scritte sulla divisa. Ogni qual volta mi fosse servito qualcosa di materiale, nei limiti delle sue possibilità, me lo ha fatto procurare in tempo per le gare. Si è creato da subito un bel rapporto, e credo che sia difficile che cambi qualcosa.

Poche settimane fa hai ottenuto la tua prima medaglia di prestigio agli Europei Giovani di Novi Sad. Che emozioni hai provato?

Non ho mai amato perdere, e tuttora cerco ancora di imparare ad accettare la sconfitta. Nella scherma vince uno solo, e mi rimarrà sempre dell’amaro in bocca se non sono io a vincere.. Tuttavia riflettendoci a freddo mi sono accorto che è una bella soddisfazione anche la medaglia di bronzo. Non mi aspettavo di più, anzi, forse le mie aspettative si fermavano poco più in basso, almeno per questa gara. La soddisfazione è stata tanta, in particolare al momento della vittoria dell’assalto per il podio, forse perché l’anno scorso sfiorai la medaglia due volte agli Europei di Maribor e poi ai Mondiali a Tashkent, arrivando due volte 5º. So che non mi sarei perdonato di perdere un ennesima occasione come quella per raggiungere qualche soddisfazione in più, infatti ho dato tutto lì. L’emozione è stata forte non tanto sullo scalino più basso del podio, quanto quella che mi hanno trasmesso i miei compagni di sala e della società al mio rientro in palestra.

In vista dei Mondiali di Bourges che scattano tra pochi giorni che obiettivi hai?

Partirò con la stessa idea degli Europei, carico di voglia di dare il più che posso, e con il fine principale di fare tanta esperienza. Non mi aspetto grandi risultati, per la mia età il Mondiale è il punto più alto che si possa raggiungere, quindi sento di non aver nulla da perdere e tutto da guadagnare. Individualmente spero almeno di non rimanere preda delle emozioni e di rimanere tranquillo in gara, ma credo di essermi allenato anche per questo. A squadre vorrei puntare in alto, la nostra squadra è forte, tra noi ci troviamo bene… Secondo me meritiamo senz’altro una medaglia. È tutto da vedere, il nostro è uno sport particolare, bisogna avere anche quel poco di fortuna per emergere, ma sono positivo e voglio crederci.

Il fatto di essere figlio d’arte ha indirizzato in qualche modo la scelta della scherma o dell’arma? E, a prescindere, qual è l’insegnamento più forte che ti ha trasmesso papà Sandro?

Se devo, voglio ammettere che papà non mi ha proiettato subito verso il mondo della scherma, anzi mi ha fatto avere una visione a 360 gradi del mondo dello sport. In casa nostra lo sport è prioritario, se ha voluto indirizzarmi su qualcosa è stato su questo, ma la scelta era mia… Non per caso ho fatto calcio dai 4 ai 13 anni, e vorrei cogliere l’occasione per ringraziare i miei allenatori Rossano Vettosi e Peppe Mollo: la loro è stata un influenza senz’altro positiva nella mia crescita e formazione sportiva, non dimenticherò mai la mia passione per il calcio, ed è grazie a loro. Con tutto questo sentir parlare di “scherma” nel nostro giro di amici forse era inevitabile che provassi, così sono finito in palestra anche io. Papà era contento, ma non ha voluto farmi neanche sfiorare un fioretto o una sciabola, ho dovuto provare direttamente con la spada. Potrei giurare che la passione non mi colse subito, forse per via del mio carattere, pessimo ma forse non completamente negativo: Non sopportavo perdere. Per un paio d’anni, dai 12 ai 14, ho cercato di conciliare gli allenamenti di calcio con quelli di scherma, ma trovandomi a dover affrontare il liceo, mi è diventato impossibile, e ho dovuto scegliere. Il calcio era la mia passione, potrei dire forse il mio “gioco” preferito, ma per il resto, forse lo “sport” che avrebbe fatto più per me era la scherma.

Qual è l’insegnamento più forte che ti ha trasmesso papà Sandro?

Papà non mi ha mai forzato. Forse se c’è una cosa che lui mi ha sempre voluto trasmettere è la determinazione, in tutto quello che faccio. Infatti anche la vela mi ha appassionato, sono salito in barca con tanta voglia di imparare e adesso faccio l’istruttore di vela d’estate alla Lega Navale di Ventotene. Quando qualcosa mi piace, non c’è niente che possa impedirmi di farla.

Com’è la tua giornata tipo fuori pedana quando non ti alleni?

Non ho mai avuto una “giornata tipo”, diciamo così. Sono sempre stato sportivo per passione dunque se non sono in palestra, è molto probabile che io sia su un campo di calcetto, su una barca, o magari in moto. Mi è sempre piaciuto avere meno programmi possibili e fare quello di cui più ho voglia al momento.

Intervista a cura di Mattia Boretti
Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma